ARTE ERGO SUM
h. 21 | giovedì 12, 19 e 26 Ottobre 2006

Tre artisti che esprimono la propria arte attraverso mezzi diversi, ma per certi versi simili, tre artisti che lavorano prevalentemente nel campo delle arti visive: figurative, concettuali e cinematografiche.

Salvador Dalì, celebre esponente della pittura surrealista, si è affermato come uno dei più grandi ed eccentrici esponenti dell’arte contemporanea; Yoko Ono, sperimentatrice per eccellenza, e viva precorritrice dell’arte concettuale e visiva. Vincent Gallo, noto ai più nelle vesti di attore, plasma la propria figura di artista eclettico attraverso sperimentazioni, decisamente off mainstream, come filmaker, musicista e autore.
Cosa accomuna in realtà queste tre figure, oltre alla sperimentazione viscerale nel loro spazio espressivo?
I tre protagonisti sono personaggi di notevole impatto mediatico, anche chi, come Dalì, ha vissuto in un periodo in cui il termine in questione suona fortemente fuori epoca e non aveva la forza che ha nella semantica attuale. Una mediaticità manifesta nel loro stile di vita, nel loro bisogno di mostrarsi ed esporsi, assecondando e influendo la loro arte, riflettendosi nelle opere. Arte e vita che si fondono e si manifestano all’attenzione del pubblico, in modo inscindibile. Arte fatta non per piacere ma per shockare, per rompere gli schemi, per esaltare se stessi in una fusione estrema dei due ambiti.

 

SALVADOR DALÌ è stato uno degli ultimi decadenti nel senso puro del termine. Come Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio, Dalì esibiva il suo corpo ed il suo protagonismo al mondo (in questo senso si può parlare di fenomeno mediatico), testimone e baluardo della propria poetica anche dal punto di vista fisico. Un artista estremamente costruito e compiaciuto del proprio smisurato Ego, arrogante sia per convinzione che per naturale emanazione dell’espressione pittorica che ha rappresentato.


YOKO ONO, frequentatrice assidua dei salotti dell’avanguardia newyorkese in un momento e in un luogo di notevole sviluppo dell’arte concettuale contemporanea per il suo personale modo di mettersi in mostra, di inserirsi in
un ambiente lontano dalle sue origini (discendente di una facoltosa famiglia dell’alta borghesia giapponese), frequentando artisti di strada e pensatori per certi versi rivoluzionari, rifletteva la propria ricerca artistica, decostruiva la sua esistenza. Un’artista totalmente dedita all’arte, senza poter scindere la propria vita da essa, a tal punto da sposare il massimo esponente della musica contemporanea, evento
che l’avrebbe inoltre proiettata all’attenzione dei media e del grande pubblico.



VINCENT GALLO ha sfruttato i primi successi e la veloce notorietà ricevuta dal mestiere di attore e modello per dedicarsi alla sperimentazione pura in campo visivo. Autore e regista borderline, ha costruito la sua immagine pubblica attraverso frasi e gesta che ne caratterizzano il carattere estremo, attraverso interviste e mirate esibizioni che ne accentuano il carattere ribelle ed underground, sempre volte ad esaltare un Ego non indifferente. Sì è dedicato a lavori al di fuori del consueto circuito cinematografico, sperimentando, anche attraverso la musica e la letteratura, l’arte riflessa nella sua vita, esaltando la sua polivalenza.

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